Quei maledetti Veneziani...

Storia
La fine del Patriarcato di Aquileia ad opera della Serenissima
Angelo Floramo docente e scrittore
Ensemble Dramsam

LUNEDI 26 OTTOBRE ore 20.30
Palazzo Tadea - Spilimbergo

Evento in streaming

ngelo Floramo docente e scrittore - Ensemble Dramsam

La voce e l’incanto, la narrazione storica semiseria e la musica che ha raffinato andare: due percorsi si intrecciano insieme per condurre lo spettatore dentro i paesaggi sonori e i racconti capaci di evocare le vicende del Patriarcato di Aquileia. Appariranno così quasi fossero fantasime le sue figure più significative, i miti, i ritmi di uno stato medievale radicato nel cuore di un’Europa meticcia e plurale, capace di intersezioni tra mondi apparentemente lontanissimi fra di loro, in cui le lingue si mescolano ai riti. Si dipanerà un tessuto che gli incanti intonati da DRAMSAM e le affabulazioni di Angelo Floramo contribuiranno a svelare con la delicatezza dottrinale dei cantori e le intemperanze del giullare. Tra il latrato dei cani e la voce degli angeli, come ebbero a dire i grammatici del Medioevo, fino all’arrivo di quei “maledetti Veneziani”, che nel 1420 issarono sul castello di Udine il Leone di San Marco dopo avergliene rubato il Santo”.

Angelo Floramo

FLORES AQUILEIAE

Musica nel Patriarcato di Aquileia

Il processo di uniformizzazione della liturgia operato dalla riforma carolingia che, favorita direttamente dal Patriarca Paolino, riuscì a far prevalere l’uso romano sulle antiche tradizioni liturgiche locali farà si che, a partire dall’VIII - IX secolo, la Chiesa di Aquileia adotti il rito romano-franco, abbandonando gradualmente le proprie particolarità locali, che sopravviveranno in parte grazie alla conservatività della regione ed alla solennizzazione del ricordo dei santi propri della chiesa locale.

Si chiude perciò il periodo legato all’antico rito aquileiese e si apre quello in seguito detto del «rito patriarchino», in un’area ormai perlopiù soggetta all’influsso della dinastia carolingia. E’ importante sottolineare, comunque, nello svolgimento di questo processo, la presenza prolungata degli aquileiesi Paolino e Paolo Diacono alla corte di Carlo Magno ed il loro attivo contributo a quella Accademia Palatina che dettò i principi della riforma liturgica carolingia.

La città più importante dello Stato Patriarcale divenne ben presto Cividale, dove già il Patriarca Callisto nel 733 aveva trasferito la sede e fatto costruire la cattedrale, il battistero e il palazzo patriarcale. Con l’investitura feudale dell’imperatore Enrico IV, con le relative prerogative ducali su tutto il Friuli, Cividale diventò anche il centro politico, culturale e religioso della Regione. Ale periodo di massimo splendore (seconda metà del XIV sec. e inizi XV sec.), quando però stava già declinando il potere dei Patriarchi, risalgono i codici CI e CII (Museo Archeologico di Cividale) che costituiscono il processionale della città, notissimo agli studiosi per la presenza di 4 “drammi sacri”: l’Annunciazione, il Planctus Mariae e due testi sulla Resurrezione.

Il programma di concerto si compone prevalentemente del repertorio conservato a Cividale del Friuli ( sede del Patriarcato di Aquileia – con competenze territoriali oltre che in tutto il Friuli, nella Carniola austriaca e nella Krajna slovena) nei secoli XIV e XV, ed è caratterizzato da una singolare ricchezza di forme e modelli compositivi. Dalle sacre rappresentazioni monodiche, corredate di “regia gestuale”, ai discanti ( cantus planus binatim) , alle raffinate composizioni liturgiche di Antonius de Cividate (XV sec.) per finire quindi con le “ sacre poesie” composte da Pietro Capretto per la Confraternita de “I Battuti “ di San Vito al Tagliamento.

FLORES AQUILEIAE
Musica nel Patriarcato di Aquileia

IN FESTO SANTORUM VIRGINUM
Inno della tradizione aquileiese (Cod. I, Bibl. Seminario Teologico di Gorizia)

O LILIUM CONVALIUM

Tropo (Cod. XLI, Cividale del Friuli)PLANCTUS MARIAE ET ALIORUM IN DIE PARASCEVEN

Dramma sacro (Processionale C dell’Archivio del Capitolo di Cividale)

AVE GLORIOSA MATER SALVATORIS

(Cod. LVI, Cividale del Friuli; Cod. Montpellier)

IN RESURRECTION DOMINI N.J.C.

(Cod. T.VII, Tesoro della Chiesa di Cividale)

SONET VOX ECCLESIE

(Cod. LVI, Cividale del Friuli)

CUM DESIO VO’ CERCANDO

Antonio da Cividale (attribuito; Notar. Di Amandola)

AVE MARIA VERGENE CORONATA

Petrus Hedus, 1495 c.