Dante e l’armonia delle sfere celesti

Dante e l’armonia delle sfere celesti

Teatro Miotto, lunedì 21 giugno 2021 ore 20.30

Incontro di parola con Angelo Floramo

Incontro di musica con Ulisse Trabacchin

Dante aveva fatto sua l’immagine dell’Universo Tolemaico, una visione che dal mondo antico, rielaborato dalla grande cultura alessandrina, era entrata nella concezione Medievale attraverso i sapienti arabi.  Secondo questa concezione, di straordinaria suggestione, l’universo è un sistema concentrico di sfere: al centro la terra, pesante e impura. Poi, a seguire, in stati di progressiva rarefazione e purezza, gli altri elementi: l’acqua, l’aria e il fuoco. Quindi ad ogni ulteriore sfera il suo cielo, sorvegliato da una stella errante: il Sole, la Luna, Mercurio, Marte, Venere, Giove, Saturno…le sfere, ruotando, emettevano vibrazioni che si trasformavano in musica purissima, intendendo alla quale qui sulla terra, sotto il cielo della luna, noi umani cerchiamo di indirizzare le nostre sette note, sette come i cieli. Tutto sfocia in una armonia universale in cui il suono diventa creatore di mondi, vibrazione cosmica universale di specchiata bellezza. L’incontro di musica e parola sarà un percorso che dai suoni più cupi e più grevi giugerà alle atmosfere più rarefatte: dalla sensualità prorompente, corporea, cacofonica, alla meraviglia e allo stupore più assoluti. E tutto questo abbinando la ricerca e l’esplorazione del suono alle parole che Dante utilizza nella sua ascesa mistica, giocando in un labirinto in cui parola e musica, fraseggio e verso, canto e cantica si rincorrono, si spiegano, si “squadernano” in un modo che “transumanar per verba non si poria”….

Angelo Floramo è nato a Udine nel 1966 e vive con le tre donne della sua vita a Borc, sperone longobardo sul fiume Tagliamento. Dottore in Storia con una tesi in filologia latina medievale, insegna materie letterarie al Magrini Marchetti di Gemona. Dal 2012 collabora con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli in veste di consulente scientifico per la sezione antica, manoscritti e rari. Ha pubblicato numerosi saggi e articoli specialistici aventi per oggetto il Medioevo e i suoi sogni. Per Ediciclo, assieme a Bottega Errante Edizioni, ha esordito nella narrativa con Balkan Cirkus (2013), cui hanno fatto seguito, sempre per i tipi di Bottega Errante Edizioni, Guarneriana segreta (2015), l’Osteria dei passi perduti (2017) e la Veglia di Ljuba (2018) e, insieme Mauro Daltin e Alessandro Venier, Il fiume a bordo. Viaggio Sentimentale tra il Tagliamento e l’Isonzo (2019). Per l’editrice Forum nel 2020 ha pubblicato Officium Tenebrarum, un monologo teatrale sulla caduta del Patriarcato di Aquileia. Con la casa editrice Newton Compton ha invece curato una collana di quattro libri sulla Storia del Friuli.

Ulisse Trabacchin veneziano, ha studiato Organo e Composizione al Conservatorio G.Tartini di Trieste dove si è brillantemente diplomato. Ha iniziato la sua attività artistica nel 1993 come collaboratore del M° Peter Maag e successivamente del M° Giulio Bertola. Dal 2002 al 2018 ha ricoperto la carica di altro maestro al Coro al Teatro La Fenice di Venezia, collaborando con molti direttori d’orchestra tra i quali Inbal Muti Chung, Chailly, Dantone, Fasolis. Dal 2019 è altro maestro al Coro del Teatro La Scala di Milano. Come musicista è apprezzato in diversi stili musicali, tra cui il jazz, ed inoltre svolge attività di arrangiatore e compositore di colonne sonore.

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